Maria Grazia's profileTUTTO L'INUTILE!PhotosBlogListsMore Tools Help

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    August 17

    Lettera di un avvocato alla moglie

      
     

    Anna carissima,

    è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I. (Banca Privata Italiana n.d. r.) atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica.

    Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente di ogni colore e risma non tranquillizza affatto. E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese.

    Ricordi i giorni dell'Umi (Unione Monarchica Italiana n.d.r.) , le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la piena coscienza - solo nell'interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo.

    I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa.

    Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro [... ]

    Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi.

    Hai degli amici, Franco Marcellino, Giorgio Balzaretti, Ferdinando Tesi, Francesco Rosica, che ti potranno aiutare: sul piano economico non sarà facile. ma - a parte l'assicurazione vita – (…)

    Giorgio

     
     
     
     
    May 28

    STAGIONI...

    Ho ancora la forza che serve a camminare,
    picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
    ho ancora quella forza che ti serve
    quando dici: "Si comincia !"

    E ho ancora la forza di guardarmi attorno
    mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
    di farmi trovar lì da chi mi vuole
    sempre nella mia camicia...

    Abito sempre qui da me,
    in questa stessa strada che non sai mai se c'è
    e al mondo sono andato,
    dal mondo son tornato sempre vivo...

    Ho ancora la forza di starvi a raccontare
    le mie storie di sempre, di come posso amare,
    di tutti quegli sbagli che per un
    motivo o l'altro so rifare
    ...

    E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
    o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
    di dirvi che comunque la mia parte
    ve la posso garantire
    ...

    Abito sempre qui da me,
    in questa stessa strada che non sai mai se c'è
    nel mondo sono andato,
    dal mondo son tornato sempre vivo...

    Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
    di scegliermi la vita masticando ogni metro,
    di far la conta degli amici andati e dire:
    " Ci vediam più tardi ..."

    E ho ancora la forza di scegliere parole
    per gioco, per il gusto di potermi sfogare
    perché, che piaccia o no, è capitato
    che sia quello che so fare...

    Abito sempre qui da me,
    in questa stessa strada che non sai mai se c'è
    col mondo sono andato
    e col mondo son tornato sempre vivo...

    March 13

    La Cassazione inizia a tremare...

     
    Primo ricorso accolto!

    1965

     
    Non è vero che la facilità delle comunicazioni accresce la capacità di conoscere, o affini la cultura del viaggiatore. Anzi la facilità di trasportarsi da un luogo all'altro ottunde il valore della sorpresa e ci offre come acquisite le conquiste che un tempo si dovevano lungamente desiderare. Il pellegrinaggio non è tanto nel raggiungere la meta, ma nel raggiungerla con quel conveniente lasso di tempo che permetta di agognarla, e di farne veramente lo scopo spirituale del viaggio. --- Oggi le città sconosciute appaiono al viaggiatore come quartieri della sua stessa città mai visitati e di cui vale soltanto controllare le risorse di ospitalità e le offerte di piacere, non essendoci quasi mai tempo per vederle come mondi nuovi, per accostarvisi con una carica di meraviglia e di amore.
    Ennio Flaiano
    March 08

    Solo una storia

     
     
    Lavora, anche, come pastore a Campobello di Licata, vicino Agrigento.
    Un mese dopo la contestazione è morto: risulta essere stato fulminato da un filo scoperto, mentre ritirava il latte da un vicino.
    A voi le vostre considerazioni.
    February 23

    Ma la vita non è Paul Eluard

    Su i quaderni di scolaro
    Su i miei banchi e gli alberi
    Su la sabbia su la neve
    Scrivo il tuo nome
     
    Su ogni pagina che ho letto
    Su ogni pagina che è bianca
    Sasso sangue carta o cenere
    Scrivo il tuo nome
     
    Su le immagini dorate
    Su le armi dei guerrieri
    Su la corona dei re
    Scrivo il tuo nome
     
    Su la giungla ed il deserto
    Su i nidi su le ginestre
    Su l'eco dell'infanzia
    Scrivo il tuo nome
     
    Su i miracoli notturni
    Sul pan bianco dei miei giorni
    Le stagioni fidanzate
    Scrivo il tuo nome
     
    Su tutti i miei lembi d'azzurro
    Su lo stagno sole sfatto
    E sul lago luna viva
    Scrivo il tuo nome
     
    Su le piane e l'orizzonte
    Su le ali degli uccelli
    E il mulino delle ombre
    Scrivo il tuo nome
     
    Su ogni alito di aurora
    Su le onde su le barche
    Su la montagna demente
    Scrivo il tuo nome
     
    Su la schiuma delle nuvole
    Su i sudori d'uragano
    Su la pioggia spessa e smorta
    Scrivo il tuo nome
     
    Su le forme scintillanti
    Le campane dei colori
    Su la verità fisica
    Scrivo il tuo nome
     
    Su i sentieri risvegliati
    Su le strade dispiegate
    Su le piazze che dilagano
    Scrivo il tuo nome
     
    Sopra il lume che s'accende
    Sopra il lume che si spegne
    Su le mie case raccolte
    Scrivo il tuo nome
     
    Sopra il frutto schiuso in due
    Dello specchio e della stanza
    Sul mio letto guscio vuoto
    Scrivo il tuo nome
     
    Sul mio cane ghiotto e tenero
    Su le sue orecchie dritte
    Su la sua zampa maldestra
    Scrivo il tuo nome
     
    Sul decollo della soglia
    Su gli oggetti familiari
    Su la santa onda del fuoco
    Scrivo il tuo nome
     
    Su ogni carne consentita
    Su la fronte dei miei amici
    Su la mano che si tende
    Scrivo il tuo nome
     
    Sopra il vetro dei potenti
    Sopra le labbra attente
    Tanto più su del silenzio
    Scrivo il tuo nome
     
    Sopra i miei rifugi infranti
    Sopra i miei fari crollati
    Su le mura del mio tedio
    Scrivo il tuo nome
     
    Su l'assenza che non chiede
    Su la nuda solitudine
    Su i gradini della morte
    Scrivo il tuo nome
     
    Sul vigore ritornato
    Sul pericolo svanito
    Sull'immemore speranza
    Scrivo il tuo nome
     
    E in virtù d'una parola
    Ricomincio la mia vita
    Sono nato per conoscerti
    Per chiamarti
     
    Libertà.
     
     
     
     
     
     
    February 13

    La voz a te debida

     
    Oggi mi faccio un regalo:
     

    Tu vivi sempre nei tuoi atti.
    Con la punta delle dita
    sfiori il mondo, gli strappi
    aurore, trionfi, colori,
    allegrie: è la tua musica.
    La vita è ciò che tu suoni.


    Dai tuoi occhi solamente
    emana la luce che guida
    i tuoi passi. Cammini
    fra ciò che vedi. Soltanto.


    E se un dubbio ti fa cenno
    a diecimila chilometri,
    abbandoni tutto, ti lanci
    su prore, su ali,
    sei subito lì; con i baci,
    coi denti lo laceri:
    non è più dubbio.
    Tu mai puoi dubitare.


    Perché tu hai capovolto
    i misteri. E i tuoi enigmi,
    ciò che mai potrai capire,
    sono le cose più chiare:
    la sabbia dove ti stendi,
    il battito del tuo orologio
    e il tenero corpo rosato
    che nel tuo specchio ritrovi
    ogni giorno al risveglio,
    ed è il tuo. Prodigi
    che sono già decifrati.


    E mai ti sei sbagliata,
    solo una volta, una notte
    che t'invaghisti di un'ombra
    - l'unica che ti è piaciuta -
    Un'ombra pareva.
    E volesti abbracciarla.
    Ed ero io.

     

    (Pedro Salinas)

    February 09

    Libertà di dare un confine a se stessi (In ricordo di E.)

      
    February 02

    (Anthony)

     

    Hope there's someone
    Who'll take care of
     me
    When I die, will I go

     

    Hope there's someone
    Who'll set my heart free
    Nice to hold when I'm tired

     

    There's a ghost on the horizon
    When I go to bed
    How can I fall asleep at night
    How will I rest my head

     

    Oh I'm scared of the middle place
    Between light and nowhere
    I don't want to be the one
    Left in there, left in there

     

    There's a man on the horizon
    Wish that I'd go to bed
    If I fall to his feet tonight
    Will allow rest my head

     

    So here's hoping I will not drown
    Or paralyze in light
    And godsend I don't want to go
    To the seal's watershed

     

    Hope there's someone
    Who'll take care of me
    When I die, Will I go

     

    Hope there's someone
    Who'll set my heart free
    Nice to hold when I'm tired

     

    January 20

    AL ANDAR SE HACE CAMINO...

     
    Oggi un amico lontano ha pensato di mandarmi questi versi, su misura per me, per lui e forse per ognuno di noi.
    (Fine della parentesi intimistica)
     
    Caminante, son tus huellas
    el camino, y nada mas ;
    caminante, no hay camino,
    se hace camino al andar.
    Al andar se hace camino,
    y al volver la vista atras
    se ve la senda que nunca
    se ha de pisar.
    Caminante, no hay camino,
    sino estelas en la mar
    .
    (Antonio Machado)


    Non esiste un sentiero,
    la strada la fai tu mentre vai.

    January 19

    Memento

     
    Ognuno di noi, chi ha deciso di fare questo lavoro con amore, passione e forte idealità, ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui.
                                               (L. De Magistris)
     
    January 01

    Buon anno

                             
     
     
                             Donner
                              Mon
                               Bien
                             Donner
                              Mon
                               Droit.
                              
                               (P.E.)
    December 26

    Letto da qualche parte...

    The people within our family are there for a very important purpose – one that is not always comfortable (change is rarely comfortable). Their purpose is not always to make us feel good, but to push us in ways that enable us to grow and change.

    1. Resist Reacting

    2. What is My Lesson?

     

    3. Communicate with Love

    We have this ideal of what the holidays are supposed to be – full of love, joy and peace – but then we have to face the fact that perhaps our family did not meet that ideal. In fact we may carry wounds and disappointments that have accumulated over years, and the holidays are the time when some resentment bubbles up because the contradictions are so evident. We have to face the pain of those wounds.

    Love is being free of judgment and expectation.

    Parents try to put their children back in the box of being ten years old again.

    If you empathize with this picture, there are two things that don’t work. Don’t jump back in the box and pretend that it’s okay: if you resent being stuffed back in your box, it’s up to you not to cooperate.

    Second, don’t fight to stay out of the box. Change speaks for itself. Don't feel that somebody has to validate it.

    There’s always one family member who jumps ahead of the pack to make everybody feel stressed. This person is the most insecure about being put into a box, and so they compensate by trying to shove everyone else back in. Try these tactics:

    ·                         Walk away if the heat gets to be too much, but always come back in a conciliatory mood.

                 Realize that you own your own issues. Nobody else does, and you don’t own theirs.

                  Don’t discuss any sore point when the air is tense.

     

    There are really only two cures for this vicious circle:  the first is to take time to be alone and to “own” that hunger for what it really is: my own tiny piece of that vast human yearning for the infinite.

    A meditation retreat or quiet day are great ways to enter the season if your life circumstances will allow it, but even a walk around the block by yourself, deeply breathing in the fact that YOU exist, down here in a tiny corner of this vast, starry universe, will go a long way toward restoring perspective and balance. The holiday season is, by nature, a COLLECTIVE recognition of those deep-down spiritual hungers that move in the souls of all human beings. Make a deliberate effort to reach out to others, to “strangers,” your celebration will find greater meaning and stability.

     

     

     
    December 20

    Regali di Natale

     
     

    L'empatia è la capacità di comprendere cosa un'altra persona sta provando.

    La parola deriva dal greco "εμπαθεια" (empateia a sua volta composta en- "dentro" e pathos "sofferenza o sentimento"), che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l'autore-cantore al suo pubblico.

    Il termine "empatia" è stato equiparato a quello tedesco "einfühlung". Coniato, quest'ultimo, dal filosofo Robert Vischer (1847-1933) e, solo più tardi, tradotto in inglese come "empathy". Vischer ne ha anche definito per la prima volta il significato specifico di simpatia estetica. In pratica il sentimento, non altrimenti definibile, che si prova di fronte ad un'opera d'arte. Da notare che suo padre Friedrich Theodor Vischer aveva già usato il termine evocativo "einfühlen" per lo studio dell'architettura applicato secondo i principi dell'Idealismo. [1]

    Nelle scienze umane, l'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione intellettuale dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale. Fondamentali, in questo contesto, sia gli studi pionieristici di Darwin sulle emozioni e sulla comunicazione mimica delle emozioni, sia gli studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, che confermano che l'empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie. Su questa base, Nicola Ghezzani ("Volersi male" 2002, "La logica dell'ansia", 2008, e Luigi Anepeta, "Timido, docile, ardente" 2005) hanno potuto affermare che la psicopatologia non nasce da un deficit biologico, bensì da una iperfunzione nell'empatia. Si vedano al proposito anche gli studi di Daniel Stern.  

    December 18

    Una nota

     
     
    Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino in questi giorni Cuore rosso
     
    December 03

    La distanza fra legalità e Giustizia

     
    December 01

    PROVAVELMENTE

     
     
      Probabilmente, il campo circoscritto
    Non basta proprio al cuore nè lo esalta;
    Probabilmente, il segno di confine
    Contro di noi, amputati, lo tracciammo.
    Che volto si promette e si disegna?
    Che viaggio già promesso ora ci aspetta?
    Sono ali (solo in due fanno un volo)
    O solitario fuoco di fiammella?
     
                                       (J.Saramago)
    November 30

    La città personale

     
     
    Da questa città che nessuno di voi conosce, mando notizie, ma non bastano mai. Ciascuno di voi forse conosce o frequenta altri paesi; eppure in questo che dico nessuno potrà mai abitare tranne io.
    (...) Mosse da curiosità, piccole comitive di turisti arrivano alle porte e mi chiamano affinchè io li meni in giro e faccia le adeguate spiegazioni.
    Ma come è raro accontentarli. Loro parlano una lingua e io un'altra. Si finisce per intenderci per mezzo di segni e di sorrisi. Inoltre nei quartieri più interni che interessano di più io condurli non posso: assolutamente. Io stesso non ho il coraggio di esplorare quei meandri di palazzi, di case e di tuguri (dove stazionano gli angeli o i demoni?).
     
    (D. BUZZATI)
    November 24

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    Niente passa invano!